“Anche se parliamo tanto di coincidenza,non ne siamo realmente convinti.

Nel fondo dei nostri cuori ritorniamo che l’universo sia migliore,siamo segretamente convinti che esso non sia tanto disordinatoe casuale e che ogni cosa abbia un significato”.*



“Noi viviamo la nostra vita quotidiana senza comprendere quasi nulla del mondo”, affermava Hawking in “Dal Big Bang ai buchi neri”. Fenomeni inconsueti ci avvolgono in ogni istante, ma non abbiamo l’occhio per vederli, a meno che non siano eccessivamente imponenti. A quel punto appare seriamente difficile ignorarli! Siamo in grado di mettere in secondo piano gran parte delle esigenze psichiche solo perché non le “vediamo” o perché non sono diventate così sofferenti da sanguinare ed essere visibilmente doloranti.


Ci hanno, poi, insegnato che con la volontà possiamo spostare montagne, dirigere la nostra vita dove e come vogliamo. In quel mix perfetto, tra volontà e costante tenacia che irrora le nostre arterie di pura adrenalina e di senso di invincibilità, crediamo di essere Dio. Nessuno però ci dice che ogni medaglia ha due facce: se un lato luminoso mostra invincibilità e disumanità, l’altro è ombroso e mostra la totale impotenza. Non ci insegnano cosa sia l’impotenza, seppure l’apprendiamo tristemente quando ne facciamo esperienza.


Bene, dove c’è impotenza, non c’è volontà. E la volontà non può molto contro l’impotenza. Quindi non ascoltate chi cerca di far leva sulla vostra volontà per far smuovere la vostra inerzia o il profondo abisso che vi si è spalancato davanti, ricordate che la motivazione è un parte fin troppo piccola e sopravvalutata nella complessa e variegata Psiche. La volontà è fin troppo razionale. Si ferma sull’uscio della porta e non ha credenziali abbasta valide per entrare. L’impotenza striscia, è sinistra e ci fa capitolare. Ha un potere persuasivo tale da annullare qualsivoglia buon proposito. Ecco perché la motivazione è effimera.

Pensate a quante volte vi siete riproposte di prendere quella decisione, compiere quell’azione, scegliervi seriamente, e tra l’altro, seriamente convinte, vi siete fermate dopo il primo passo?


Ecco, non starò di certo ad indicarvi come uscire dall’impotenza in fantastici e semplici tre passi, proprio in un momento come questo, di profonda paura, profonda costrizione ed impotenza. Non ne ho le capacità e neanche i principi teorici: nessuna università o scuola di specializzazione mi ha mai insegnato come fare. Qualcosina dalla vita l’ho appreso, ma onestamente non me la sento di estendere e generalizzare i miei principi come se fossero universali: “la scarpa che va bene a uno, va stretta all’altro; non esiste ricetta di vita che si addica a tutti indistintamente. Ognuno ha in sé la propria forma vitale, forma irrazionale che nessun’altra riesce a sopraffare”.* Ogni momento è diverso dall’altro e ognuno ha una chiave di volta da cercare.
Cosa significa questo? Che si tratta di un percorso personale, con voi stessi, di cui una come me, una Psicologa, può essere testimone, ma non artefice.

Le artefici siete voi, con le vostre scelte, prima fra tutte: SCEGLIERVI, SEMPRE.


È l’impotenza stessa ad insegnarci cosa fare per cogliere i frutti del suo operato.
Sicuramente viene a dirci che siamo miseramente umani ed in quanto tali fallibili: sottoposti a mille dubbi e intrecci psichici che Beautiful sembra roba per principianti. Quindi l’impotenza ci ridimensiona, ma soprattutto ridimensiona il nostro ego smisurato che crede di potere tutto, sempre. Forse, ne faremo tesoro quando in un momento difficile sapremo avere pietà per noi stessi e per la nostra umana fragilità e proveremo compassione, chissà accoglimento e non senso di sfida.
Ha senso farsi guerra da soli? Mmmmm, riflettiamoci su!

L’impotenza ci insegna l’accettazione di quel che siamo.
Ci insegna il senso del tempo per maturare, per definire i contorni di quella situazione o di quel problema che normalmente sfuma e ci lascia quello spazietto dentro di confusa nebulosità. Dunque ci dice di darci tempo per capire, tempo per osservare, tempo per riprendere le energie, le forze necessarie e fare il salto di cui abbiamo bisogno. Nessuna soluzione immediata o geniale, a meno che il potere fascinoso dell’insight, di quella benedetta lampadina che si accede, non rischiari la vostra mente e vi faccia vedere lontano.


Ma andiamo al punto più importante e delicato. L’impotenza è uno spazio di prova in cui perfezionarsi.
Pensiamo alla parola impotenza e richiamiamo alla mente immagini di abissi spalancati verso un mondo infernale: un buco nero che si identifica come luogo oscuro che risucchia e divora implacabilmente qualsiasi cosa gli si avvicini, dissolvendola nel nulla.
La fisica ci insegna che i buchi neri sono un’apertura verso qualcosa che sta al di là del nostro mondo abituale, o aggiungerei, del nostro abituale modo di vedere il mondo. Nella limitatezza del nostro occhio, o nella limitatezza della nostra momentanea visione, vediamo nero e non sappiamo che siamo entrati in un luogo di profonde ricchezze tutte da scoprire. Quando una stella collassa e si ripiega su se stessa si forma uno spazio oscuro, vale a dire un buco nero; un po’ come quando rigiriamo una calzetta dopo averla lavata. Ovviamente la spiegazione è simbolica ed utile a spiegarvi che qualcosa di lucente si è momentaneamente, ripeto, momentaneamente, rigirato, mostrando un aspetto poco idilliaco, per cui dobbiamo volgere, o ribaltare a nostro favore il senso di oscurità e di impotenza che viviamo.

Come possiamo farlo?
In quello spazio bisogna seminare per raccogliere, quando i tempi saranno maturi e il vostro terreno psichico pronto, i frutti di quella che oggi vi sembra un’agonia senza fine. Seminare significa impiantare il seme di nuove idee, di nuovi progetti, di nuove scelte: scegliere la strada che più si addice alle vostre esigenze. “Desideri che bruciano, calmarli in fondo alle libidini. Precipitiamoci nel fremito del tempo, nel roteare degli eventi! Allora dolori e piaceri, successi e delusioni, s’avvidendino pure, come capita. Solo se non ha requie l’uomo impegna se stesso”.*


Siamo veramente sicuri che tanta impotenza sia solo un caso e non sia un’occasione?


*[J., B., Priestley, Svolta pericolosa]
*[C., G., Jung, Pratica della psicoterapia]
*[Goethe, Faust]


PSICOLOGA E PSICOTERAPEUTA JESSICA DI PAOLO

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