Sono la Dott.ssa Jessica Di Paolo, Psicologa clinica e Psicoterapeuta ad indirizzo analitico-archetipico, giovane professionista con una lunga formazione individuale e gruppale, costantemente aggiornata e attenta alle problematiche individuali e sociali dei nostri giorni.


📚Iscritta dal 2015 all’albo degli Psicologi d’Abruzzo, sez. A, matricola 2639

đź“šDiploma in Psicoterapia Analitica-Archetipica, presso la scuola di Specializzazione ATANOR

📚 Laurea magistrale in Psicologia Applicata, Clinica e della Salute, presso l’Università degli Studi de L’Aquila

📚 Laurea triennale in Psicobiologia del comportamento, presso l’Università degli Studi de L’Aquila

đź“š Formazione sula gestione dei gruppi con la tecnica dello PSICODRAMMA

đź“š Formazione sugli interventi psicoeducativi e clinici dello spettro autistico

đź“š Master in COUNSELING AZIENDALE: FORMAZIONE MANAGERIALE E GESTIONE DEI CONFLITTI

đź“š Formazione su COUNSELING AZIENDALE: GLI INTERVENTI DI BENESSERE NELLE ORGANIZZAZIONI

đź“š Formazione specifica sul training autogeno


L’indirizzo analitico-archetipico si avvale della conoscenza delle dinamiche psichiche espresse in mitologie, religioni ed in tutte quelle forme artistiche e letterarie dai primordi dell’umanità fino ad oggi, fornendo all’individuo la chiave di lettura e la risoluzione di qualsiasi forma di disagio interiore o sintomo somatico.

Punto cardine dell’approccio archetipico è l’immagine: Papadopulos la definisce non soltanto una immagine grafica o visiva, ma un insieme di percezioni, pensieri, idee, emozioni, comportamenti, relazioni, interazioni e identità che sono direttamente organizzate da un motivo centrale secondo diverse combinazioni e variazioni. Queste reti collegano ed interagiscono con le esistenti strutture personali e collettive di significato. Nulla di insostanziale come invece ci si potrebbe aspettare; l’immagine è il primo modo con cui pensiamo, il primo step per metterci in moto. Spesso non sappiamo come sbrogliare una situazione, siamo bloccati, proprio perché non riusciamo ad avere una immagine chiara di ciò che sta accadendo. Ed è cosi che possiamo scoprire che dietro ad una situazione spiacevole, ad una lite, ad un sintomo fisico o ad un blocco nella propria vita, vi è un immagine portante che si rivela la chiave di risoluzione.

Un percorso terapeutico non è da considerarsi come una meta verso la conquista di un benessere raggiunto una volta per tutte, ma come un viaggio di crescita personale: una tela di immagini che stimolano e spingono l’individuo verso una conoscenza approfondita di sé stesso e degli strumenti personali utili a fronteggiare la vita nel migliore dei modi possibili.

“Navigo tra i racconti del paziente al buio, riportando su di un block-notes i passi salienti, i punti di svolta; fino a quando tra le parole emerge un tema e con esse una rete di significato”